(AdnKronos) – (Adnkronos) – “Il Veneto – ribadisce il governatore della regione – difende un modello che esiste da dieci anni, concordato e monitorato periodicamente con lo stesso ministero. Pur se indicati come i cattivi del giorno, noi continuiamo a ritenere che questo decreto non informi ma punisca, monetizzi l’obbligo e non rassicuri le famiglie né le metta in grado di formarsi un’opinione positiva, e si trasformerà in un boomerang e quindi incentivo ulteriore per motivare anche gli indecisi ad abbandonare le vaccinazioni. I nostri dati ci confermano come il nostro sistema abbia aumentato considerevolmente le adesioni consensuali e convinte alle vaccinazioni”.
“A chi in queste ore, compreso il Ministro, con toni che non sono da Ministro, mette in parallelo, e in modo rivelatore di qualche timore, l’immigrazione col “no” del Veneto, la Lega coi vaccini, chiediamo pubblicamente una riflessione tecnica”, incalza il presidente veneto.
“Su quali dati vi siete basati per sostenere l’urgenza di un decreto? – domanda il rappresentante del Veneto – Sulle anagrafi scritte a mano in tante regioni d’Italia che non hanno, a differenza del Veneto, anagrafi vaccinali informatizzate che arrivano fino all’ultimo medico di base o all’ultimo pediatra di libera scelta? E non sarà che una volta che avremo scoperchiato questo sistema basato su ‘carta da formaggio’ si scoprirà che magari il Veneto è la regione con il più alto tasso di vaccinazioni e che nelle regioni con anagrafi fatte da amanuensi il tasso è crollato sotto l’85 per cento? Perché, quando lo chiedemmo nel 2015, non avete imposto che tutte le coperture vaccinali presentate dalle Regioni provenissero da anagrafi informatizzate? Non sarà questa la riflessione che terrorizza il Ministro?”.