Palermo, 21 giu. (AdnKronos) – Dopo il vescovo Pietro Maria Fragnelli tocca ai sindacati. E’ scattata la mobilitazione a Trapani per scongiurare il commissariamento. “Recarsi alle urne vuol dire esercitare un diritto democratico, ma in un contesto così complesso e delicato è chiedere ai cittadini trapanesi di non abdicare al diritto a essere amministrati facendo in modo che allo sviluppo economico del territorio, già martoriato dalla crisi, non si frapponga un ulteriore ostacolo” dicono i segretari generali della Cgil di Trapani, Filippo Cutrona; della Uil, Eugenio Tumbarello; e della Cisl Palermo-Trapani, Mimmo Milazzo. I leader sindacali sono scesi in campo per sostenere il voto al ballottaggio del prossimo 25 giugno e chiedere ai cittadini di scongiurare la drammatica situazione del commissariamento che avrebbe “pesanti ripercussioni” sul tessuto produttivo, economico, sociale e culturale della città.
“È indispensabile – dicono Cutrona, Tumbarello e Milazzo – che si comprenda appieno cosa accadrebbe se il Comune fosse commissariato, ovvero una paralisi di circa un anno dell’amministrazione che si limiterebbe a svolgere solo le funzioni ordinarie. Trapani non può fermarsi e neppure le cittadine e i cittadini che hanno bisogno di risposte concrete in termini di lavoro e di sviluppo”. Da qui l’appello al voto di Cgil, Cisl e Uil che hanno anche annunciato che oggi parteciperanno alla “marcia per la democrazia” che da piazza Garibaldi arriverà a Palazzo D’Alì.