Roma, 2 feb. (AdnKronos) – Tra i settanta e gli ottanta eletti alla Camera. Questi i calcoli che si fanno nella minoranza Pd. Se il nuovo Ulivo si attestasse sul 10 per cento, tanti sarebbero i deputati a Montecitorio. Un numero non irrilevante per concorrere alla formazione di un governo. E di certo un numero molto più consistente dei posti in lista che Matteo Renzi riserverebbe alla minoranza. “Infatti se fosse solo una questione di posti, dovremmo essercene già andati…”, osserva Nico Stumpo.
Ma non è questione di posti, dicono nella minoranza dem. Lasciare il Pd resta l’ultima delle opzioni, l’extrema ratio. “Per questo stiamo facendo una battaglia per una legge elettorale decente, per fare le cose che servono al Paese con il governo Gentiloni, per un congresso vero e non la ‘gazebata’ che propone Orfini. Ci proviamo fino all’ultimo”, aggiunge Davide Zoggia.
Dal versante renziano, però, la vedono in maniera diversa: “Possiamo anche offrire la luna, ma la minoranza vuole solo una cosa: lo scalpo di Renzi”. Comunque, nonostante i bersaniani abbiano respinto al mittente l’offerta, la proposta di Orfini verrà dettagliata nelle prossime ore. Si sta studiando una data per le primarie e la più gettonata è quella del 26 marzo.