Palermo, 29 set. (AdnKronos) – “Siamo il Comune che dopo Marsala (Trapani, ndr) ha fatto più ordinanze di demolizione. Da quando mi sono insediato gli uffici hanno emesso 101 ordinanze, producendo anche il fenomeno dell’autodemolizione che era sconosciuto in città. Settanta immobili sono stati autodemoliti e altri 30 acquisiti al patrimonio del Comune con verbale di inottemperanza. Si tratta di numeri importanti che credo non si ritrovano altrove”. A snocciolare i dati è il sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque, a cui il gip di Termini Imerese ha revocato ieri l’obbligo di firma. Dopo aver ricevuto la misura cautelare il primo cittadino si è autosospeso dal M5s, oggi nella sala consiliare del Comune di Bagheria, insieme ai suoi legali ha tenuto una conferenza stampa per chiarire la sua posizione in merito all’indagine che lo vede coinvolto.
“Sembra che solo a Bagheria ci siano case abusive – ha aggiunto -. Altre città sono molte più colpite dal fenomeno ma il caso non è scoppiato”. Secondo Cinque anche sulla vicenda della casa abusiva del cognato, che lo vede indagato per violazione del segreto d’ufficio “l’impianto accusatorio iniziale inizia a vacillare – dice -. Al gip mancava l’ordinanza di demolizione e il verbale di acquisizione dell’immobile al patrimonio del Comune. Ho portato le carte per dimostrare che anche in questa vicenda non c’è stato alcun vantaggio personale”.
E sul tema dell’abusivismo aggiunge: “La politica ha il dovere di trovare soluzioni a un problema vecchio di decenni che gli amministratori di oggi hanno ereditato da chi ha governato in passato. I Comuni notificano ordinanze di demolizione a soggetti in difficoltà, vittime spesso dell’inerzia burocratica perché questi provvedimenti avrebbero dovuto essere presi anni fa. Ma non si può pensare di far pagare sanzioni da 20mila euro all’anno in territori economicamente depressi perché la gente li non ha. Bene le sanzioni ma non così pesanti”.