Palermo, 29 giu. (AdnKronos) – “Piuttosto che costringere l’Italia a chiudere i proprio porti e a vanificare il lodevole impegno di tante organizzazioni umanitarie che salvano vite nel Mediterraneo, è ora che l’Europa avvii le procedure di espulsione di quegli stati membri che rifiutano di adempiere agli obblighi formali che derivano dal far parte dell’Unione europea”. Così il sindaco di Palermo Leoluca Orlando commenta l’ipotesi di negare l’accesso ai porti italiani alle navi cariche di migranti che battono bandiera straniera.
“E’ evidente – aggiunge il primo cittadino – che questa proposta, che nasce da una necessita reale, dimostra che l’Europa invece di essere grata a quanto fatto fino ad oggi dal governo italiano, dalle sue forze armate, dalle sue organizzazioni della societa civile e dalle sue istituzioni ha scelto di essere sempre meno rispettosa della propria Carta fondativa e dei valori di tutela della vita e rispetto dei diritti umani che ne sono la base”. Orlando lancia quindi una provocazione: “Qualcuno dovrebbe spiegare al mondo intero perché un Paese che prevede la pena di morte non può essere membro dell’Unione europea, quando i suoi membri, in questi anni, hanno condannato a morte decine di migliaia di migranti nel Mediterraneo”.