Roma, 24 nov. (AdnKronos) – “La battaglia per la legalità è tutt’altro che terminata e non si può considerare un problema solo nazionale, ma anche mondiale e di estrema pericolosità anche per i collegamenti tra criminalità organizzata e terrorismo che hanno portato il nostro Paese, primo ed unico al mondo, ad unificare nella Procura Nazionale il coordinamento delle indagini contro le mafie ed il terrorismo”. Lo afferma il presidente del Senato Pietro Grasso, in occasione degli ‘Stati Generali della lotta alle mafie’, oggi a Palazzo Reale a Milano.
Per Grasso, Cosa nostra non può essere considerata sconfitta, anzi. “Oggi esiste una minaccia non meno grave e, a mio giudizio, addirittura più insidiosa – sottolinea – la mafia ha smesso di ‘far parlare’ le armi e gli esplosivi ma non ha assolutamente rinunciato a mantenere la sua rete di potere e di arricchimento illecito. Lo fa con altri mezzi, corrompendo gli amministratori pubblici e infiltrandosi silenziosa nel tessuto sociale, economico e politico – non solo nelle regioni del sud – ponendosi sempre più come organizzazione in grado di operare a livello globale. Le mafie si lasciano guidare nella ricerca del profitto dai fattori geopolitici, servendosi ai propri fini di mutamenti e tendenze; e allo stesso tempo agiscono da attori geopolitici producendo in via diretta o indiretta processi di natura geopolitica”.