(AdnKronos) – “Quando qualche anno fa Provenzano era incapace di intendere e di volere, sono stato fra quelli che erano favorevoli a restituirlo ai suoi cari e lo sarei anche oggi se le condizioni di Riina fossero le stesse. Ma non mi pare che sia così – spiega La Torre – Ma accogliere una richiesta di scarcerazione per Riina, quando potrebbe continuare a vivere in modo dignitoso sebbene al 41bis, mi sembra una forzatura in termini giuridici e si traduce in una ulteriore ferita per chi ha subito la violenza della sua azione”.
La Torre ricorda le intercettazioni di due anni fa, dal carcere, in cui Riina parlava del piano di uccidere il pubblico ministero Nino Di Matteo e concorda con il presidente del Psi Carlo Vizzini secondo cui “la scarcerazione sarebbe l’ultimo scacco allo Stato da parte della mafia”. “E’ assolutamente così – dice – Ripeto: non mi pare che le condizioni di Riina siano quelle degli ultimi tempi di Provenzano, farlo uscire dal carcere sarebbe una sconfitta per lo Stato”.
Nel 1995, Totò Riina è stato condannato all’ergastolo, insieme ai boss Michele Greco, Bernardo Brusca, Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò, Francesco Madonia e Nenè Geraci, come mandante dell’omicidio di Pio La Torre.