(AdnKronos) – Considerando però che i parlamentari tra Camera e Senato sono ben 126 -35 a Palazzo Madama e 91 a Montecitorio- gli attivisti non avrebbero molti elementi per formulare un giudizio, ovvero confermare o ‘mandare a casa’ il deputato o il senatore di turno. Ma se il blog dovesse dettare la linea, il ragionamento, è facile che la base segua il capo, confermando la preselezione fatta dai vertici.
E’ stato messo definitivamente da parte, invece, il criterio ideato per Genova ma mai applicato: tagliare fuori chi si candida o sostiene una lista poi sconfitta. Se per la scelta del candidato premier dovessero scendere in campo i big -non solo Luigi Di Maio e Roberto Fico, ma anche Alessandro Di Battista solo per fare alcuni nomi- il rischio, troppo grande, è di vedersi costretti ad escludere dalla corsa nomi che hanno un peso decisivo nel Movimento.
Intanto, nonostante il clima di calma apparente seguito alla stretta di Grillo sulle uscite pubbliche dei parlamentari, le diverse anime del Movimento restano agitate. E tra le preoccupazioni non manca, sia alla Camera che al Senato, quella di non trovarsi riconfermati per il secondo mandato.