Roma, 2 gen. (AdnKronos) – Il nuovo decalogo M5S sulla giustizia, pubblicato oggi sul blog di Grillo e domani al voto della Rete, crea più di un dubbio all’interno del Movimento. Non solo in Rete, dove fioccano messaggi contradditori -tra chi plaude alle nuove regole e chi le critica apertamente- ma tra gli stessi parlamentari 5 Stelle. A muovere dubbi, apertamente nelle chat interne, soprattutto i senatori, che lamentano l’eccessiva “discrezionalità” dei paletti stabiliti dai vertici ma circolate e condivise, a quanto si apprende, nei giorni scorsi anche tra alcuni eletti a Montecitorio, in primis il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, ma non a Palazzo Madama.
In sintesi, qualche senatore ha sollevato dubbi sul fatto che le regole non fossero uguali per tutti ma piuttosto generiche, lasciando ampio spazio alla discrezionalità di garante, ovvero Grillo, probiviri e comitato d’appello. Mentre tra i deputati sarebbero soprattutto i siciliani coinvolti nel caso firme false a Palermo e al momento sospesi dal M5S a guardare come fumo negli occhi alla nuove regole.
Tra questi in chat, a quanto apprende l’Adnkronos, ha ironizzato sul nuovo decalogo Riccardo Nuti, tra i primi a far sentire la propria voce: ‘i palermitani via in ogni caso’, avrebbe scritto Nuti riportando il punto due del nuovo codice -che stabilisce il ruolo del garante, del collegio dei Probiviri e del Comitato d’appello in caso di procedimenti penali- e accompagnando il suo commento con una serie di emoticons volti a sdrammatizzare la faccenda.