Home Nazionale Libia: Distretto Pesca scrive a generali Tobruk e Tripoli ‘Fidatevi dei nostri pescatori’ (2)

Libia: Distretto Pesca scrive a generali Tobruk e Tripoli ‘Fidatevi dei nostri pescatori’ (2)

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(AdnKronos) – “La pesca non deve e non può essere un pretesto per inasprire le diverse posizioni. Anzi potrebbe, dovrebbe, divenire uno strumento di dialogo, di cooperazione produttiva, e di pace”, dice. Tumbiolo segnala ai due militari che “le incomprensioni derivanti dalla storica mancata definizione dei limiti delle acque territoriali non può portare al sacrificio di pescatori incolpevoli che sono desiderosi di costruire relazioni di lavoro. Il Governo Italiano ed il Presidente Gentiloni, insieme a tanti altri Paesi, sotto l’egida delle Nazioni Unite –afferma il presidente del Distretto- sono impegnati nella costruzione di un processo di pace che, come tutti i processi difficili ed articolati, prospetta tempi lunghi. Bisogna evitare –ha avvertito- un’escalation di violenza le cui vittime siano pescatori incolpevoli. Ciò rischierebbe di complicare ulteriormente il dialogo avviato, a più livelli, dai Governi e che le Istituzioni Italiane sostengono con costruttiva determinazione”.
Tumbiolo invita pertanto, “pur nell’assoluto rispetto e condivisione delle iniziative e delle attività dei Governi, le parti coinvolte nel campo della pesca ad incontrarsi per avviare nelle due aree (Bengasi-Derna e Misurata-Tripoli) accordi scientifici e produttivi per tutelare e salvaguardare il Mare Nostrum”. “Sarebbe questo –ha aggiunto- un grande gesto di responsabilità della gente di mare che metterebbe il sistema pesca mediterraneo ed i pescatori fuori dalle altre complesse vicende e discussioni a loro estranee”.
“Il Distretto della Pesca e Crescita Blu –ha altresì ribadito- lavora per la tutela della salute del mare e salvaguardarlo per le future generazioni a prescindere dalla razza, religione, lingua e nazionalità di chi è impegnato nel mare. Siamo stanchi –ha concluso Tumbiolo manifestando il desiderio di incontrare presto le due parti- di questa “guerra del pesce”, che dura da troppi anni ed è figlia delle incomprensioni giuridiche, tecniche e politiche, con il fine di definire insieme l’agenda della cooperazione marittima nel Mediterraneo. Il Popolo Libico, da est ad ovest, conosce bene la nostra generosità manifestata in più occasioni (anche nel corso della Rivoluzione del 2011). Pertanto può fidarsi della Comunità Siciliana e dei nostri pescatori”.