Home Nazionale Lavoro: Ichino, bene governo su giovani, ma vera riforma è l’orientamento (2)

Lavoro: Ichino, bene governo su giovani, ma vera riforma è l’orientamento (2)

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(AdnKronos) – Nel testo su cui il Mef lavora è prevista una norma ‘anti licenziamenti’: l’esclusione dello sgravio quando l’impresa ha fatto licenziamenti negli ultimi sei mesi per evitare il rischio dell’abuso delle assunzioni agevolate per sostituire vecchi lavoratori. “A mio avviso – sottolinea Ichino – non ce ne sarebbe bisogno, perché uno sgravio contributivo al 50% genera una riduzione del costo del lavoro intorno al 12,5%: nessun imprenditore licenzia una persona sperimentata da due o tre anni con soddisfazione, solo per poter ridurre il costo del 12,5% per un anno o due. Se non altro perché il costo del licenziamento, anche con il Jobs Act, è nettamente superiore a quel risparmio contabile”.
Il taglio del cuneo fiscale per i contratti a tempo indeterminato “è dunque utile come misura transitoria, ma – evidenzia l’esperto – sul piano strutturale occorrono altre misure di sostegno al giovane nel suo primo accesso al mercato del lavoro”. In primis “Il potenziamento dei servizi di orientamento scolastico e professionale, capaci di raggiungere ciascun adolescente, di tracciarne il profilo e indicargli gli strumenti per accedere alle occasioni di lavoro corrispondenti alle sue attitudini e aspirazioni”. Per questo “è indispensabile che di ogni corso di formazione professionale o di istruzione universitaria venga fornito il tasso di coerenza tra formazione impartita e sbocchi occupazionali effettivi”.
Non una misura immediata ma “se si incomincia subito, almeno con le Regioni disponibili, a realizzare l’anagrafe dei frequentatori dei centri di formazione, nel giro di due o tre anni, incrociando i dati con quelli delle comunicazioni obbligatorie al ministero del Lavoro, sarà possibile individuare il tasso di coerenza per ciascun centro di formazione operante in ciascuna Regione coinvolta. Per la scuola media superiore e per le facoltà universitarie questo si potrebbe già fare oggi”. È una riforma “che non richiede nuove norme legislative, ma soltanto cooperazione tra centro e Regioni, e capacità di implementazione sul piano operativo”, conclude Ichino.