(AdnKronos) – “Ma è solo da una grande alleanza con i corpi intermedi e la società civile che – dice Furlan – bisogna ripartire per affrontare il divario storico tra il Mezzogiorno ed il resto dell’Europa. Le due velocità immaginate dalla Cancelliera Merkel esistono già e convivono purtroppo da tempo nel nostro continente: basta mettere a confronto il livello delle infrastrutture, dei trasporti ferroviari, dei servizi sociali, degli ospedali, delle telecomunicazioni, della raccolta dei rifiuti”.
La leader della Cisl lancia l’allarme anche sulla diffusione della povertà e la fuga dei giovani: più di 600 mila persone hanno lasciato il Mezzogiorno l’anno scorso, soprattutto donne laureate. “Sono giovani che forse non torneranno più- sottolinea la Furlan- un grave depauperamento economico, sociale e culturale della società meridionale. Ma tutto è oggi colpevolmente in ritardo nel Mezzogiorno a causa di una serie di omissioni storiche dello Stato sul livello di investimenti pubblici destinati alle regioni del sud, ma anche per la scarsa progettualità e trasparenza nella gestione dei soldi dei cittadini, l’utilizzo insufficiente o disinvolto dei fondi europei, e non ultime, le infiltrazioni della criminalità organizzata nella vita politica”.
La linea della Cisl e’ che lavoro, crescita, investimenti pubblici e privati, sicurezza arrivino insieme nel Sud, ponendo nel prossimo vertice di primavera previsto a Roma tra i Governi europei anche la questione di una maggiore “coesione” territoriale. “Questo puo’ segnare l’avvio, come ha detto ieri il Presidente della Repubblica Mattarella, di un nuovo inizio per l’Europa, nel quale possano riconoscersi non solo le istituzioni ed i governi degli stati membri, ma prima di tutto i cittadini”, conclude Furlan.