(AdnKronos) – Di fronte a questi dati, sottolineano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, “è intollerabile che si continui a discutere di tutto fuorché dell’unico,vero, urgente problema che affligge il Paese: il Lavoro”. Un problema, rilevano, “prima di tutto di carattere etico, che investe i giovani, le prospettive e il futuro dell’Italia, oltre che di carattere economico, viste le pesanti ricadute che la mancanza di lavoro determina sull’intero sistema economico”.
La situazione, sottolineano le due associazioni dei consumatori, “è insostenibile non solo per i giovani disoccupati, ma anche per le loro famiglie”. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato, infatti, che sui bilanci delle famiglie che sostengono figli, nipoti, parenti disoccupati “vi è ogni mese un aggravio di circa 450 euro. Un dato che, in termini generali, opprime la domanda interna e pesa in maniera onerosa sull’intera economia. A dimostrarlo vi sono i dati sulla contrazione della spesa delle famiglie per i consumi, che dal 2012 ad oggi ha registrato una diminuzione pari al -10,8%, pari a circa 76,7 miliardi di Euro in meno sul mercato”.
L’Osservatorio, rilevano Adusbef e Federconsumatori, “ha calcolato che se il tasso di disoccupazione si attestasse al 6% (livello pre-crisi, ancora eccessivo a nostro parere): la capacità di acquisto delle famiglie aumenterebbe di circa +40 miliardi di euro l’anno (dal momento che le famiglie non sarebbero più costrette a destinare parte del loro bilancio al mantenimento di figli e nipoti disoccupati); con i contributi di chi passerebbe da disoccupato ad occupato il fondo pensionistico avrebbe un incremento di circa 15 miliardi di euro”.