(Adnkronos/Labitalia) – Ma, avverte Cazzola, “in questa legislatura le Erinni del Parlamento, come se non esistesse già una normativa vigente, hanno preteso di ripristinare una disciplina, abrogata, a suo tempo, del ministro Maurizio Sacconi, perché si era rivelata funesta”.
“Per dare le dimissioni il lavoratore doveva scaricare e compilare un apposito modulo dal sito del dicastero del Lavoro. Senza neppure prendersi la briga di monitorare gli effetti delle norme della legge n.92, si è voluto tornare a quella impostazione”, sottolinea.
Con la conseguenza, dice Cazzola, che se uno non segue la procedura informatica “il rapporto non si scioglie e che il datore deve licenziare il soggetto per assenza continuativa e ingiustificata”. In pratica, ricorre al licenziamento disciplinare con tutti i rischi che questo comporta: “Impugnazione, esame del giudice, risarcimento”, conclude Cazzola.