(AdnKronos) – La priorità? “La sanità, la rete idrica, la viabilità, l’emergenza occupazionale, l’inquinamento” dice snocciolando i problemi come i nodi di un rosario. “La popolazione in questi anni è stata abbandonata – accusa -, i cittadini sono stati dimenticati, sono diventati degli invisibili. Il mio compito è renderli di nuovo visibili”. Sta qui, per Martello, la ragione della sonora bocciatura della Nicolini uscita dalle urne. Adesso bisogna ripartire per risolvere “problemi complessi”. E a chi gli chiede se con l’addio di Nicolini al Palazzo comunale cambierà anche la politica sull’accoglienza di Lampedusa replica: “Ci troviamo in un punto strategico. Dovremmo spostare l’isola al Polo nord perché possa cambiare. Sono le solite inutili speculazioni”.
“La legge del mare, che io conosco bene – prosegue Martello -, dice che salvare vite umane è un dovere e continueremo a farlo. Bisogna continuare ad accogliere ma servono regole certe”. Che significa lo spiega lo stesso Martello. “E’ normale che in un hotspot che può contenere 300 persone se ne infilino 700 – denuncia -? E’ accoglienza questa? E’ rispetto delle persone e del genere umano? E’ normale che si paghino dei ‘guardiani’ per presidiare il centro e poi i migranti escano di nascosto dalla struttura? E’ normale vedere in mezzo alla strada gente camminare in pigiama che chiede cibo e scarpe?”.
Insomma per il neo sindaco “chiedere regole certe non significa non accogliere e non essere solidali, ma pretendere il rispetto della dignità dei migranti e degli stessi lampedusani. Il resto? Polemiche sterili che non mi interessano e che non aiutano a risolvere i tanti problemi di Lampedusa e Linosa”.