Roma, 29 set. (AdnKronos) – Tiene il patto sul Rosatellum bis sottoscritto dal Pd con i centristi della maggioranza, Forza Italia e Lega. Nessun emendamento, tra quelli depositati oggi in commissione Affari costituzionali, tocca l’impianto della legge così come era stato concordato nei giorni scorsi. E si profila un iter potenzialmente snello per il provvedimento in commissione: sono soltanto 231 gli emendamenti presentati. Parla di “numero ragionevole” il presidente Andrea Mazziotti, sottolineando un “clima diverso” rispetto a quello di giugno sul Tedeschellum quando, per dire, gli emendamenti furono 780.
Tuttavia la sintonia su alcune richieste di modifica comuni, a tutte o quasi, le forze contrarie al Rosatellum potrebbero non solo portare a un fronte comune degli oppositori ma anche alimentare crepe nei partiti che pure sostengono la legge. Vedi le aree di malumore in Forza Italia tra i parlamentari del Sud ma anche dentro lo stesso Pd.
Sul fronte dem, ad esempio, dall’area Orlando arriva una richiesta di modifica che si inserisce nel solco di quanto richiesto da Mdp e 5 Stelle: ovvero che il voto dato soltanto sull’uninominale non possa essere ‘trascinato’ sulla quota proporzionale, ridistribuendolo tra i partiti che sostengono il candidato di collegio. Su tutto, poi, ha scatenato polemiche oggi l’emendamento 5 Stelle ribattezzato anti-Berlusconi: la norma prevede infatti che non possa essere indicato come capo della forza politica “chi, in base alle leggi vigenti al momento del deposito del programma elettorale, non possa essere candidato e non possa comunque ricoprire la carica di deputato”.