Roma, 9 apr. (AdnKronos) – “Diciamo che perlomeno abbiamo ristretto il campo a due opzioni, ora vediamo quale avrà maggiore consenso”. Matteo Richetti riassume così lo stato dell’arte sulla legge elettorale. Le due opzioni in campo sono l’Italicum corretto che suscita l’interesse dei 5 Stelle e la versione riveduta del tedesco, metà proporzionale e metà collegi uninominali. E la seconda opzione, al momento, è quella più credibile per i dem. Per due motivi. Il primo, non trascurabile, è che un patto con i 5 Stelle potrebbe non reggere al Senato.
Alla Camera non ci sarebbero problemi ma a palazzo Madama le cose stanno in modo diverso e non è escluso che l’Italicum corretto con annessi capilista bloccati possa essere impallinato anche da una parte del Pd, vedi gli orlandiani. Il secondo motivo è il solito: il Pd non si fida dei 5 Stelle. “Loro temono che con la legge elettorale approvata, il voto sia più vicino e i 5 Stelle non hanno alcuna intenzione di andare al voto anticipato….”.
Il tedesco corretto invece potrebbe avere un consenso più solido con Forza Italia, Lega e magari anche i centristi. Già la scorsa settimana, quando il Pd aveva lanciato il tedesco, si era costituita una possibile maggioranza in commissione attorno all’ipotesi. Domani il Pd vedrà Andrea Mazziotti, presidente della Affari costituzionali e relatore sulla legge elettorale, che sta facendo una serie di incontri con le forze politiche per capire come formulare il testo base che dovrà essere presentato giovedì in commissione, a meno di ulteriori rinvii.