(AdnKronos) – La prima avvisaglia che qualcosa non stava andando nel verso giusto era arrivata ieri sera con l’uscita, poi corretta, di Beppe Grillo. Uno smarcamento sull’accordo per la legge elettorale che sembrava rientrato. Stamattina però alla riunione del comitato dei 9, i 5 Stelle insistono per presentare le loro proposte di modifica che di fatto alterano gli equilibri del patto a 4. Tensione tra i gruppi, la riunione slitta nel pomeriggio a dopo il voto sulle pregiudiziali. E qui una nuova botta all’accordo: circa un centinaio (secondo i conti di Ettore Rosato) i franchi tiratori. “L’inciucellum scricchiola”, esultano i centristi di Angelino Alfano.
A quel punto Pd e M5S riuniscono i rispettivi gruppi. I 5 Stelle confermano di voler andare avanti su preferenze e voto disgiunto. I dem con il capogruppo Rosato mettono in chiaro che voteranno contro quelle proposte perchè, spiega, “fuori dall’accordo siglato a 4 non c’e’nessuna possibilità di fare la legge elettorale”.
Insomma, l’ok alla legge è legato al patto stretto nei giorni scorsi. Il Pd, comunque, decide di mostrarsi disponibile fino all’ultimo. “Ci hanno chiesto tempo per votare on line e noi non ci siamo opposti. Quante volte ci sono state sospensioni in attesa della Direzione Pd… -ricorda Rosato- noi abbiamo la Direzione, loro il voto on line”.