Roma, 10 lug. (Adnkronos Salute/Labitalia) – Nei primi 5 mesi di quest’anno le denunce di infortunio pervenute all’Inail sono state 271.948, 548 in meno rispetto allo stesso periodo del 2016 (-0,2%), sintesi di un calo infortunistico dello 0,5% registrato per i lavoratori (oltre 900 casi in meno) e di un aumento dello 0,4% tra le lavoratrici (quasi 400 in più). Alla diminuzione hanno contribuito soltanto l’agricoltura (-6,4%) e la gestione conto Stato studenti delle scuole pubbliche statali (-3,3%), mentre le gestioni industria e servizi e conto Stato dipendenti hanno fatto segnare un aumento, pari rispettivamente allo 0,7% e al 2,7%.
Nella sezione ‘Open data’ del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio e malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di maggio. Si tratta di dati provvisori, perché per quantificare i casi accertati positivi sarà necessario attendere il consolidamento dei dati del 2017, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia. Nella stessa sezione sono pubblicate anche le tabelle del ‘modello di lettura’ con i confronti di mese (maggio 2016 contro maggio 2017) e di periodo (gennaio-maggio 2016 contro gennaio-maggio 2017). Il confronto richiede cautele, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale – si precisa – perché soggetto all’effetto distorsivo di punte occasionali che può essere attenuato solo prendendo in considerazione un intervallo di osservazione più ampio.
A livello territoriale, le denunce di infortunio aumentano al Nord (quasi 2.500 casi in più) e diminuiscono nel Centro-Sud (-3.000). Gli aumenti maggiori in valore assoluto si sono registrati in Lombardia (+1.459 denunce) ed Emilia Romagna (+574), mentre le riduzioni più sensibili sono quelle rilevate in Puglia e Sicilia (-777 e -764 casi rispettivamente). Dopo l’aumento registrato nel primo trimestre (pari al +5,9%) e quello notevolmente più contenuto del primo quadrimestre (+0,2%), quest’anno si assiste per la prima volta a un’inversione di tendenza, che si traduce in un lieve calo infortunistico dello 0,2% nel confronto di periodo gennaio-maggio 2016-2017. Tutto ciò in presenza di un identico numero di giorni lavorativi sia per i mesi di maggio 2016-2017 (22) sia per l’intero periodo gennaio-maggio (104).