Roma, 4 ott. (AdnKronos) – Anche nel 2016 i prezzi del gas comprensivi di imposte per i consumatori domestici italiani risultano sensibilmente più alti della media dei prezzi dell’Area euro, a eccezione della prima classe di consumo (sotto i 525 metri cubi, perlopiù usi per cottura e acqua calda). Al netto delle imposte, le differenze sono decisamente inferiori. Non si rilevano particolari diversità rispetto alla situazione registrata per il 2015. E’ quanto emerge dalla relazione annuale dell’Autorità per l’Energia illustrata oggi dal presidente, Guido Bortoni.
Il peso della componente fiscale italiana sul prezzo finale è, infatti, il più elevato tra quelli registrati negli altri principali Paesi. Se nella prima classe di consumo esso si assesta su valori del tutto in linea con quelli della media dell’Area euro (25% contro 24,8%), nelle classi più elevate lo scarto è decisamente significativo: nella classe intermedia, infatti, i rispettivi valori sono 36% e 30%, mentre nella classe più elevata il 42% del nostro Paese si confronta con una media nell’Area euro del 34%. In queste due classi l’incidenza della componente fiscale in Italia cresce però meno che nell’Area euro (tra +0,5% e +1,7% contro +1,2% e 2,5%).