(AdnKronos) – Questa mattina, continua Labrousse, “abbiamo chiesto all’amministratore giudiziario un incontro davanti al comitato aziendale ma ha rifiutato. E’ disponibile giovedì prossimo a cinque giorni dalla decisione del Tribunale di Commercio. Probabilmente solo per prepararci alla liquidazione”. Quindi, rileva il sindacalista, “abbiamo deciso di piazzare queste bombole e di occupare la fabbrica giorno e notte”.
Quello che aspettano gli operai e i dipendenti dell’azienda “è un incontro serio”. Forse domani, lunedì o martedì “ci sarà un incontro con la Prefettura e con gli eletti locali: si sono detti disponibili ad incontrarci ma finora, in oltre un anno, non hanno fatto nulla e più che altro sembra essere un modo per prepararci ad un funerale di prima classe”. Ovviamente “non lasceremo la sedia vuota e se ci vogliono incontrare ci andremo: ma purtroppo non mi aspetto nulla”.
Quello che servirebbe per sbloccare una vicenda iniziata nel 2016, spiega Labrousse, è un impegno serio in particolare da parte delle due case automobilistiche. “Vogliamo un incontro sotto il patrocinio del presidente della Repubblica e della Regione con persone serie -spiega ancora Labrousse- che siano in grado di prospettarci un futuro. Vogliamo del lavoro, non abbiamo richieste irragionevoli e con i 277 dipendenti, con un età media di 49 anni, siamo la seconda azienda del dipartimento. Per il territorio la chiusura della fabbrica sarebbe un vero problema economico”. Con il neo presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, “abbiamo fatto presente il problema quando era ministro dell’Economia e dell’Industria. Conosce il dossier e recentemente quando è venuto nella Creuse lo abbiamo informato nuovamente della situazione. Non può dire di non essere al corrente”. Ora, aggiunge Labrousse, “non ci resta che occupare la fabbrica. Poi se non otterremmo nulla o se si arriverà alla liquidazione giudiziaria decideremo il dafarsi”.