Roma, 5 mag. (AdnKronos) – L’Antitrust ha chiuso le due istruttorie avviate alla fine di settembre 2016 nei confronti del gruppo Enel e di Sorgenia per possibili comportamenti abusivi per prezzi eccessivamente gravosi nell’offerta a Terna dei servizi di dispacciamento necessari a garantire l’esercizio in sicurezza della rete elettrica, nella zona di Brindisi. Lo rende noto l’Autorità in un comunicato che, in particolare, ha accolto gli impegni di Enel che si è auto-imposta per i prossimi 3 anni un limite massimo alla redditività del proprio impianto di produzione di elettricità di Brindisi Sud che garantirà una riduzione dei costi in bolletta per le famiglie e le imprese pari a 507 milioni di euro.
I procedimenti, si legge nella nota, erano stati avviati su segnalazione dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico, secondo la quale Enel e Sorgenia, approfittando dell’esistenza di vincoli della rete di trasmissione di energia elettrica nella zona di Brindisi, avrebbero fatto leva sulla possibile posizione di controparte commerciale obbligatoria del gestore della rete Terna per imporre a quest’ultima prezzi eccessivi, che si riversavano immediatamente in bolletta attraverso un incremento del c.d. uplift, ovvero della voce che serve a remunerare i costi sostenuti dalla stessa Terna.