Roma, 3 nov. (AdnKronos) – “La Fiom ritiene che il piano industriale presentato dalla Dxc technology, peraltro molto vago su troppi punti, sia la solita ricetta fatta di tagli al personale e di riduzione dei costi, operazione compiuta più volte, ma che non ha mai dato i risultati sperati. L’unica cosa su cui concordiamo è la necessità di una trasformazione dell’azienda, che negli ultimi anni ha perso l’occasione di rifocalizzarsi su quelli che erano i nuovi trend del mercato digitale”. Così in una nota congiunta Roberta Turi, segretaria nazionale della Fiom, e Valentina Orazzini, coordinatrice nazionale di Dxc technology dopo che ieri al ministero dello Sviluppo economico, si è tenuto l’incontro, più volte richiesto dalle organizzazioni sindacali, sul piano industriale della Dxc technology, azienda di It nata dalla fusione tra Csc e Enterprise services di Hp, che occupa su tutto il territorio italiano circa 2.700 dipendenti.
La direzione italiana di Dxc technology, in quell’occasione, riferisce il sindacato, ha presentato un piano triennale che, a seguito del pesante calo di fatturato sui servizi tradizionali erogati dall’azienda, propone una profonda riorganizzazione.
Secondo l’azienda, per cogliere la domanda crescente di servizi di trasformazione digitale, sono necessari una conversione della forza lavoro attraverso un’azione di reskilling e una riduzione dei costi da effettuarsi con tagli del personale, aumento delle attività automatizzate piuttosto che cedute a terze parti o delocalizzate, utilizzo di società low cost interne al gruppo.