(AdnKronos) – (Adnkronos) – Gli altri indicatori congiunturali 2016. Ordini: l’andamento rimane pressoché stabile, con una variazione del +0,2 per cento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Le imprese non artigiane hanno segnato una variazione del +0,2 per cento, in diminuzione rispetto al trimestre precedente (era +0,6%), mentre quelle artigiane hanno registrato una variazione del +0,1 per cento. Sotto il profilo dimensionale le piccole imprese presentano una variazione negativa (-0,2%) bilanciata dall’andamento positivo delle medie e grandi imprese (entrambe +0,5%). A livello territoriale ad esclusione di Vicenza che ha registrato una variazione negativa del -0,6 per cento le altre province hanno evidenziato trend positivi. In particolare spicca la variazione di Rovigo e di Venezia con un aumento del +0,7 e + 0,5 per cento.
Prezzi: il livello prezzi ha registrato un aumento del +1,2 per cento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Le imprese artigiane hanno accusato una crescita del +1,3 per cento mentre quelle non artigiane del +1,1 per cento. Per quanto riguarda il profilo dimensionale l’aumento dei prezzi è stato più marcato per le imprese di media dimensione con un + 1,5 per cento, a seguire le piccole e le grandi imprese (rispettivamente +1,2 e +1,1%). A livello territoriale, come per il trimestre precedente, a soffrire maggiormente dell’incremento dei prezzi sono Padova (+1,9%) e Treviso (+1,8%) mentre sono risultate sotto la media regionale le variazioni delle altre province.
Occupazione: ha registrato una diminuzione del -0,3 per cento su base annua determinata dalla variazione negativa sia delle imprese artigiane (-0,4%) sia delle non artigiane (-0,2%). Come per lo scorso trimestre, a livello dimensionale la perdita occupazionale interessa le imprese di piccole dimensioni (-2,4%) che risultano in contrapposizione con le variazioni positive delle grandi e delle medie imprese (rispettivamente +1,5% e +0,7%). Sotto il profilo territoriale il dato occupazionale registra variazioni particolarmente negative per la provincia di Vicenza (-2,2%) e Padova (-1%), seguono Belluno e Rovigo (entrambe -0,4%) mentre le altre province hanno segnato variazioni positive.