(AdnKronos) – Ma ecco il dettaglio. Dopo Catania, in termini negativi, c’è Palermo, che registra meno 13mila unità e si piazza al 97esimo posto tra le provincie italiane. Al 94esimo posto con meno 12mila occupati c’è Messina. Tra le provincie siciliane che soffrono meno la diminuzione dei lavoratori, ci sono Siracusa e Ragusa, con meno 3mila occupati e un 40esimo posto a livello nazionale. Non solo dati negativi a Catania. Spostando l’attenzione sulle imprese edili, al primo trimestre dell’anno in corso la provincia etnea, con 8332 imprese nel comparto, registra una tenuta del settore rispetto al primo trimestre 2016 (0,4 per cento) con una variazione positiva tra le migliori registrate in Italia che la piazza quinta su 110 province italiane.
Un -1,8 per cento, invece, per Trapani ed Enna, al 25esimo posto nella classifica nazionale. Vanno male invece, in questo caso, Ragusa con un -5,5 per cento e 98esimo piazzamento e Messina con -4,6 per cento e 95esimo tra le province italiane. A livello regionale, l’analisi del comparto dell’edilizia evidenzia che in Sicilia al primo trimestre 2017 si contano 39.352 imprese, il 39,3 per cento (15.482) delle quali sono imprese artigiane. L’analisi della dinamica al primo trimestre 2017 mostra una diminuzione consistente delle imprese artigiane nell’edilizia che registrano una flessione del 3 per cento (superiore rispetto alla variazione del -2,3 per cento registrata a livello nazionale), pari a 476 imprese in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.