(AdnKronos) – Quello messo a segno nel 2016, commenta ancora il ministero, è un buon risultato frutto di andamenti contrastanti: se è in crescita l’export verso l’Ue (+3%), va annotato un calo di quello verso i mercati extra-Ue. In crescita quasi del 10% le esportazioni verso il Giappone, mentre sul mercato cinese le nostre vendite riprendono a crescere, dopo la battuta d’arresto del 2015. Sempre in Asia, in calo l’export verso l’India. La complessa situazione geopolitica concorre a determinare la contrazione degli scambi con Russia e Turchia.
Ottime conferme anche dagli Stati Uniti, che fanno segnare un +2,6% dopo un biennio eccezionale (2014 e 2015 rispettivamente a +10 e +20%), il che conferma anche l’efficacia dell’intensa attività promozionale svolta nel quadro del Piano Straordinario Made in Italy, che aveva inserito come target principale il mercato statunitense.
A livello settoriale, la crescita delle esportazioni nel 2016 è guidata dalla farmaceutica (+6,8%) e dai mezzi di trasporto (in particolare, gli autoveicoli a +6,3%), due settori che insieme rappresentano quasi il 16% del nostro export. Crescono anche altre componenti essenziali del Made in Italy, come l’industria alimentare (4,2%) e la filiera moda (+1,2%). Note positive avvalorate dal confronto con i maggiori partner europei: la crescita dell’export italiano è in linea con la performance tedesca, mentre le esportazioni francesi risultano in calo dello 0,7%.