(AdnKronos) – Alla domanda se c’è qualcosa che si rimprovera di non avere fatto negli anni in cui ha coordinato l’inchiesta sulla piccola Denise Pipitone, Alberto Di Pisa risponde: “Tutto quello che abbiamo potuto fare, lo abbiamo fatto. D’altra parte, quando sono arrivato io, il processo era in fase di indagine. Ho chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio e il dibattimento”. Ma sottolinea che “gli errori sono stati fatti all’inizio, con le indagini fatte in maniera superficiale e confusa. Si è creato un caos. E poi c’è la famosa intercettazione tra le due sorellastre di Denise e tutte le menzogne dette sul giorno del sequestro. Gli indizi c’erano ma i giudici non li hanno ritenuti sufficienti”.
“Mi auguro che prima o poi la verità venga a galla – dice ancora Alberto Di Pisa – qualcuno molto vicino alla protagonista della vicenda sa. Noi abbiamo fatto tutto il possibile e l’impossibile, con le colleghe pm che si sono avvicendate, abbiamo seguito tutte le piste, ma non si è arrivati a nulla”. Alla domanda se ritiene che Denise sia ancora viva, resta in silenzio, poi dice con un soffio di voce: “Non lo so, ma certo che finché non si trova il corpo la speranza c’è sempre…”.