(AdnKronos) – (Adnkronos) – “Su un totale di 41 mila alloggi di proprietà regionale e dei Comuni, oggi 4 inquilini su 10 dei 37 mila alloggi di proprietà regionale, pagano un canone compreso tra i 20 e i 48 euro al mese, e 5 su 10 pagano un affitto compreso tra i 120 e i 212 euro mensili, a fronte di un costo medio unitario di 131 euro al mese solo per le spese di gestione e manutenzione. Se non interveniamo in favore della sostenibilità economica, le Ater non solo non riusciranno ad avere le risorse per rinnovare e ampliare il numero di alloggi, ma non saranno nemmeno più in grado di assicurare la gestione e la manutenzione delle case esistenti”, avverte l’assessore veneto.
“Per questo abbiamo studiato la riforma che prevede che l’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica avvenga non più solo in base al reddito, ma in base ad uno specifico indicatore di situazione economica equivalente, l’Isee che terrà conto del reddito, del patrimonio, della composizione del nucleo familiare e della sua effettiva capacità economica. Si tratta di una scelta di equità – precisa l’assessore – motivata dall’esigenza di non favorire chi dichiara redditi esigui, e magari dispone di altre risorse finanziarie o immobiliari, a scapito di chi ha davvero bisogno”.
“Anche l’importo del canone sarà commisurato alla capacità economica delle famiglie assegnatarie, secondo verifiche annuali. Verranno comunque salvaguardate le situazioni di maggior disagio economico. Ma verrà tenuto conto anche del dovere dell’inquilino di mantenere il decoro dell’abitazione assegnata. Nei casi di grave incuria e condotte incivili – sottolinea l’assessore – l’azienda andrà alla risoluzione del contratto di locazione”.
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