Roma, 15 set. (AdnKronos) – “I gestori degli impianti di rifornimento carburanti intendono contribuire fattivamente alla massima espansione dell’utilizzo della cosiddetta ‘moneta elettronica’ (pago bancomat, carte di credito, ecc.), ma il Governo non può credere che ciò avvenga scaricando ingiustamente l’intero onere proprio sulle piccole imprese di gestione”. E’ quanto si legge in una nota congiunta delle Organizzazioni di categoria dei gestori, Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc Confcommercio, con la quale viene riferito come il Viceministro al MEF, Luigi Casero, abbia accettato di fissare un incontro sul tema per il prossimo 20 settembre.
Con l’entrata in vigore dei nuovi obblighi normativi sulla forma di pagamento elettronica, prosegue la nota, “diventa ormai indispensabile che si prenda atto finalmente di un semplice dato di fatto: 2/3 del prezzo alla pompa dei carburanti viene incassato dallo Stato e l’altro terzo dal proprietario del punto vendita/fornitore; solo il 2% costituisce il margine lordo del gestore”.
Qualunque commissione percentuale, anche decimale, sull’intero prezzo alla pompa venga imposta al gestore, “costringerebbe quest’ultimo a pagare ingiustamente per un incasso che per il 98% lo stesso gestore effettua in nome, per conto e a beneficio di altri, Stato e aziende petrolifere prima di tutti gli altri”.