(AdnKronos) – (Adnkronos) – “Il peggioramento degli indici di liquidità, invece, ha spinto la banca a chiedere alla Banca d’Italia e al Ministero dell’Economia di poter emettere altri titoli con garanzia dello Stato fino a un massimo di 2,2 miliardi con una durata di 3 anni -ricordano – Nel mese di marzo la situazione della liquidità “è peggiorata quale conseguenza della significativa uscita di raccolta commerciale a seguito dei timori di bail-in connessi alle incertezze sul processo di ricapitalizzazione”. Nel 2016 la raccolta diretta era già scesa del 14,4% a 18,8 miliardi per via degli “impatti reputazionali” sul gruppo”.
“Nel dettaglio dell’offerta, la transazione si è rivolta a larga parte della base sociale della Banca Popolare di Vicenza, circa 94.000 azionisti, avviata il 10 gennaio e conclusasi alle ore 13.30, sulla base dei dati preliminari esaminati dal cda riporta adesioni di 66.712 azionisti, pari al 71,9% del totale, portatori del 68,7% delle azioni comprese nel perimetro dell’Offerta medesima. Al netto delle posizioni irrintracciabili e di quelle già oggetto di specifica analisi, la percentuale degli azionisti aderenti è pari al 72,9%, corrispondenti al 70,3% delle azioni BPVi rientranti nel perimetro dell’offerta di transazione”, spiegano.
“Il cda – recita la nota – ha espresso la propria soddisfazione, ancorché non sia stata raggiunta la soglia di adesioni dell’80% prevista nel Regolamento dell’Offerta”. Il cda ha poi chiesto alle strutture della Banca di “completare nel minor tempo possibile i controlli necessari per disporre di un dato certo e definitivo così da consentire, per quanto possibile in occasione della riunione consiliare del 13 aprile di decidere in merito alla rinuncia alla condizione sospensiva rappresentata dal raggiungimento della soglia dell’80% delle adesioni e di procedere, conseguentemente, al versamento del riconoscimento economico di 9 euro per azione spettante agli azionisti che abbiano aderito all’offerta”, concludono.