(AdnKronos) – L’intesa oggetto di accertamento istruttorio, sottolinea l’Antitrust, “si è basata su un modello concertativo unitario e stabile nel tempo, secondo il quale, come emerge dalle evidenze acquisite: le imprese cementiere hanno definito ex ante in maniera concordata, anche nel corso di riunioni associative, identici aumenti nominali del prezzo del cemento da comunicarsi anticipatamente alla clientela; le medesime imprese hanno costantemente verificato non solo l’invio al mercato delle lettere di incremento prezzi da parte dei concorrenti, avvalendosi finanche della collaborazione attiva del distributore TSC, ma anche l’effettiva applicazione di tali aumenti da parte di tutti i concorrenti”.
L’Associazione di categoria, sottolinea ancora l’Autorità, “ha assunto un ruolo attivo in tale coordinamento, facendosi garante sia della complessiva applicazione degli incrementi di prezzo annunciati dalle imprese cementiere, sia diffondendo dati relativi alle consegne di cemento sul territorio nazionale idonei a facilitare un continuo monitoraggio delle quote relative e quindi la stabilità della collusione. Il coordinamento delle condotte commerciali delle imprese ha comportato, in un contesto di gravissima crisi del mercato del cemento, il raggiungimento di livelli di ricavi e margini aziendali superiori a quelli ottenibili in un contesto concorrenziale, a danno della domanda rappresentata dal settore edile”.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso perciò di comminare nel dettaglio le seguenti sanzioni pecuniarie: Italcementi 84.052.057 euro; Buzzi 59.793.072; Colacem 18.273.751; Cementir 5.090.000; Holcim 2.381.252; Rossi 5.849.500; Sacci 702.711; Zillo 4.079.085; Barbetti 1.162.448; Calme 1.793.771: Moccia 691.721; Aitec 147.997 e TSC 1.571 euro.