Venezia, 12 feb. (AdnKronos) – “In un Paese civile non esiste che chi lavora o viaggia in treno debba essere sempre più di frequente vittima di aggressioni, violenze e reati vari. Solo nei convogli del Veneto viaggiano ogni giorno circa 200 mila pendolari e lavorano oltre 300 uomini e donne del personale di bordo. Vanno difesi. E se la Polfer non ha gli uomini sufficienti, si metta all’opera l’Esercito”. Lo dice il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, alla luce della recrudescenza di violenze ai danni del personale viaggiante e in alcuni casi dei passeggeri registrata negli ultimi tempi sui convogli che viaggiano sui binari del Veneto.
“Vogliamo che prima o poi un altro capotreno si veda mozzato un braccio come già accaduto in Lombardia – incalza Zaia – o vogliamo fare qualcosa? Non si può pretendere che i ferrovieri facciano i poliziotti. Fanno già tanto lavorando contro l’evasione del biglietto, che poi significa semplicemente mettere le mani nelle tasche della gente per bene che paga le tasse anche per un servizio pubblico come le ferrovie”.