Roma, 13 gen. (AdnKronos) – “I termini del confronto e le possibilità del comun denominatore in Parlamento e nella nazione si vanno almeno teoricamente illuminando: basta togliere dal testo l’adozione e i riferimenti al matrimonio come l’indirizzo comune familiare. Sullo stesso utero in affitto come ‘reato universale’ sembra profilarsi un’ampia disponibilità. Basta volere e si vota una legge unanime”. Lo affermano i senatori di Area popolare Maurizio Sacconi e Nico D’Ascola.
“Le soluzioni -aggiungono- devono però essere giuridicamente semplici e chiare pensando al giudice del giorno dopo. Ad esempio, per quanto ci riguarda, mai accetteremmo di sostituire l’adozione con una nuova, odiosa, forma di affido disegnato come usucapione del bambino. Il contrario dell’attuale affido generoso con cui si riaccompagnano i figli al rapporto con i genitori, solo temporaneamente impediti”.