Roma, 12 feb. (AdnKronos) – Al termine della prima settimana di lavori in aula sul ddl Cirinnà restano poche certezze e molte incognite. La prima certezza sono i 195 voti contro il non passaggio agli articoli. Una prima conta, positiva, per i sostenitori della legge. La seconda è che la linea maestra di palazzo Chigi rimane quella di restare sul ddl Cirinnà e lasciare la parola all’aula. Su tutto il resto si naviga ancora a vista.
L’ipotesi di uno stralcio delle stepchild rimane sullo sfondo come extrema ratio se tutto dovesse precipitare. Ovvero una frattura profonda nel Pd o magari la bocciatura da parte dell’aula del ‘super canguro’. Per questo nel Pd si continua a trattare per contenere il dissenso dell’area cattolica ed insieme si lavora fino all’ultimo minuto utile (martedì si torna in aula) per un accordo con la Lega sul taglio degli emendamenti.
Senza accordo servirà il canguro per abbattere la valanga di emendamenti. Gli uffici legislativi del Pd hanno verificato che il canguro non dovrebbe far decadere gli emendamenti Lumia che mettono la legge al riparo da vizi di costituzionalità e manterrebbero anche alcuni emendamenti all’art.5 sulle stepchild. Tra questi, la proposta Pagliari-Chiti-Corsini che al momento è sul tavolo della trattativa nel pd.