Roma, 19 gen. (AdnKronos) – Sulle unioni civili “chiedo sei mesi di moratoria, per evitare pasticci, e per mandare avanti nel frattempo interventi sulla famiglia e sulle adozioni di sicuro più urgenti e sentiti”. A proporlo è il senatore di Fi Maurizio Gasparri, dalle pagine dell’Avvenire.
Sul ddl Cirinnà, il centrodestra è “praticamente compatto, anche se con diverse sfumature, sull’esigenza di cambiare in profondità il testo in relazione ai rischi che si profilano su adozioni e utero in affitto, come sull’equiparazione al matrimonio”. In commissione, a detta di Gasparri, “è prevalsa una posizione ideologica. Un’urgenza dettata da una lobby e da elite che non trova riscontri in un’emergenza sociale. Anche i Comuni che hanno aperto dei registri virtuali e propagandistici sulle unioni gay non è che abbiano incontrato chissà quali richieste”.
Il senatore azzurro richiama dunque “il reddito familiare, la tutela della famiglia e le facilitazioni delle adozioni”, temi a suo dire “ben più urgenti e importanti”. Intanto, sulle unioni civili, “vanno posti paletti chiari per eliminare rischi di incostituzionalità. Si arriva in aula senza testo base, ricordo, e c’è una gran confusione che rende necessario un ritorno in commissione. Il dibattito ‘gridato’ in aula non permetterebbe di trovare con calma le soluzioni giuste ed evitare i rischi”, rimarca il senatore. Sull’utero in affitto “si dice che è già vietato. Ma allora perché – chiede Gasparri – non prendere in esame l’idea di un divieto esplicito ribadito nel testo, mi pare che anche Zanda lo abbia ipotizzato”.