Roma, 11 gen. (AdnKronos) – “Per valutare al meglio il contenuto delle riforme costituzionali l’articolo 138 prevede due successive deliberazioni a una distanza di tempo, l’una dall’altra, non inferiore ai tre mesi. La seconda deliberazione si tende a ritenere che debba limitarsi a confermare o respingere quanto deciso nella prima: ma, se ben si riflette, non vi è alcuna ragione di ordine costituzionale per impedire alle Camere, in sede di seconda lettura, di apportare miglioramenti e superare limiti e contraddizioni, senza in tal modo vanificare il lavoro fin qui svolto, ma prolungando il percorso delle riforme, al massimo, di ulteriori tre mesi”. Lo sottolinea il deputato del Pd Andrea Giorgis.
“Si continui dunque a riflettere e a discutere sul testo appena approvato aggiunge- e il Partito democratico si impegni a far maturare le condizioni politiche per migliorare ulteriormente la riforma e consegnare al Paese un testo che possa essere condiviso e sostenuto da una amplissima maggioranza politica e sociale. E fino a quando non si sarà constatata l’impossibilità di raggiungere in seconda lettura una maggioranza qualificata dei due terzi, chi vota a favore della riforma, per rispetto della logica dell’articolo138 Cost., non evochi alcun referendum”.