(AdnKronos) – Anche Franceschini, da tempo, ripete che Renzi deve comunque restare al suo posto. “Se è vero che il referendum non è sul governo, ma sulla Costituzione, credo che il governo dovrebbe continuare il suo cammino fino a scadenza naturale. Tutto questo, naturalmente, incassando una sconfitta politica”, ha detto anche oggi il ministro dei Beni culturali smentendo poi le voci che lo danno tra i ‘papabili’ per un eventuale dopo Renzi. “Io premier? Serve sempre il senso della misura… e comunque mi rifiuto di parlare di subordinate”.
L’area dei ‘giovani turchi’ per ora non si allena sugli scenari del post voto. Ieri in un’intervista Andrea Orlando si è limitato ad osservare che “Renzi è stato molto chiaro” sul punto di restare o meno a palazzo Chigi e che comunque “la valutazione finale dipende dal capo dello Stato”. La scorsa settimana, in occasione della fiducia alla Camera sul Bilancio, c’è stata una riunione informale in un corridoio del Transatlantico con Orlando e Matteo Orfini.
“Noi -dice un partecipante- siamo concentrati a tentare fino all’ultimo di vincere. Sugli scenari del 5 dicembre lasciamo esercitarsi altri, ci sono così tante variabili…”. Quale sarà la decisione del premier potrebbe dover fare i conti con una geografia diversa nel Pd dopo il referendum. Con una minoranza che magari si muove in sintonia con pezzi dell’attuale maggioranza dem.