Roma, 10 ott. (AdnKronos) – Comitato per il no all’attacco, contro una riforma “eversiva della Costituzione”, perchè approvata da un “Parlamento drogato” dal premio di maggioranza del ‘Porcellum’ dichiarato incostituzionale dalla Consulta, e che quindi “non poteva affrontare una revisione costituzionale”. A dirlo è il presidente Alessandro Pace, in una conferenza stampa a Montecitorio insieme al vicepresidente, Alfiero Grandi, a Massimo Villone, Antonello Falomi e Vincenzo Vita.
Un’occasione anche per tracciare un primo bilancio politico ed economico delle attività svolte e di quelle future. Le 1.220 sottoscrizioni hanno fruttato 180mila euro di finanziamenti, che verranno rendicontati “fino all’ultimo centesimo”. Ma altri ne serviranno, quindi una nuova sottoscrizione partirà dal prossimo 3 novembre, per nuove iniziative legate anche all’entrata in vigore del regime della par condicio.
Questioni che vengono approfondite da Falomi, che ricorda i “tre milioni di euro” stanziati dal fronte del sì, “costituiti per poco meno del 90% da fondi pubblici”, che si accompagnano ad un “uso inaudito della televisione pubblica pagata con il canone di tutti i cittadini. Una Rai totalmente asservita, piccolo esempio di cosa potrà accadere se passasse una riforma costituzionale che mette senza contrappesi il potere nelle mani del presidente del Consiglio e di una maggioranza parlamentare”.