(AdnKronos) – Gli interventi sono destinati ad aziende attive in tutti i settori produttivi: agricoltura, artigianato, industria, commercio, turismo e servizi e potranno riguardare l’acquisto, la costruzione, l’ampliamento e la ristrutturazione di fabbricati; l’acquisto di impianti, attrezzature, automezzi o macchinari; le spese, gli oneri accessori e le immobilizzazioni immateriali collegate ai progetti, incluse le spese di ricerca, sviluppo e innovazione; la necessità permanente di capitale circolante legata all’attività operativa. Sono esclusi dall’ambito dell’accordo i progetti di puro investimento finanziario e/o immobiliare.
A questo plafond si aggiunge poi un nuovo contratto di funding di 50 milioni a sostegno di progetti nel mondo sociale. Bei in questo caso lavorerà insieme a Banca Prossima, la banca no profit del gruppo Intesa Sanpaolo per prestiti nel comparto sociale.
Una terza innovativa linea di credito tra Bei e Intesa Sanpaolo, del valore di 50 milioni, riguarda infine la cosiddetta italian risk sharing facility. Si tratta di uno strumento congiunto tra Bei, ministero per lo Sviluppo economico e ministero dell’Economia e delle Finanze per sostenere progetti in ricerca, sviluppo e innovazione delle pmi grazie a finanziamenti erogati da Intesa Sanpaolo sempre tramite il Mediocredito Italiano. Tale contratto da 50 milioni è una tranche del più ampio plafond complessivo della risk sharing facility che ammonta a 500 milioni e sarà veicolata anche grazie ad accordi con altri intermediari finanziari