Venezia, 11 gen. (AdnKronos) – “Alcune delle norme contenute nella legge di Stabilità 2016 relativamente alla ricerca e sfruttamento di giacimenti di gas o petrolio servono solo a eludere i quesiti referendari presentati da 10 Regioni: in altre parole, il Governo vuole evitare il Referendum mantenendo nei fatti le possibilità di fare trivellazioni e aprire pozzi entro le 12 miglia dalla costa come in terraferma. Una presa in giro”. Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto sostiene le ragioni del referendum per abrogare le norme dello Sblocca Italia che consente le attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale.
“Dopo le autorizzazioni del Mise alla ricerca al largo delle Tremiti è chiaro il bluff governativo: la Petrolcetic Italia grazie al Decreto di autorizzazione 176 del 22 dicembre scorso del Mise potrà fare le sue ricerche in un’area di pregio unica nel Mediterraneo al prezzo di 5,16 € per chilometro quadrato – stigmatizza – L’incasso dello stato sarà di 1928,29 euro, mentre i rischi ambientali sono altissimi: un provvedimento inqualificabile”.
“Nei primi giorni di gennaio abbiamo anche scoperto che altre concessioni per le ricerche non sono state né rigettate, né cancellate, bensì solamente sospese per un altro anno. Con questi presupposti c’è il rischio concreto che il governo, scongiurato il pericolo del referendum, miri nel volgere di qualche mese a riprendersi tutto il potere decisionale in materia energetica riportando la situazione allo scenario che aveva spinto i Consigli regionali a intervenire”, avverte Ciambetti.