Padova, 8 feb. (AdnKronos) – L’ex presidente della Regione Veneto ed ex ministro Giancarlo Galan non tornerà in carcere, ma rimarrà ai domiciliari fino al termine della pena. Lo ha deciso oggi il Tribunale di sorveglianza di Padova. E’ stata bocciata dal tribunale la richiesta di affidamento in prova presentata dai suoi difensori, Nicolò Ghedini e Antonio Franchini. Respinta anche la richiesta della Procura generale di Venezia che aveva richiesto il suo ritorno in carcere.
A confermarlo è il suo difensore Antonio Franchini che all’Adnkronos spiega: “La decisione del tribunale è stata presa per le condizioni di salute di Galan, affetto da alcune serie patologie croniche. Ma anche e soprattutto, per il risarcimento del danno avvenuto con la confisca di fatto concordata con lo stato di villa Rodella a Cinto Euganeo”. Una villa, che secondo i difensori, ha un valore di tre milioni e mezzo di euro, ben superiore ai 2 milioni e mezzo di euro di ristoro allo Stato previsti nella sentenza di patteggiamento.
“Galan si aspettava che gli venisse concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali e quindi è rimasto un po’ deluso”, ha spiegato il suo difensore. Galan nel luglio 2015 aveva patteggiato due anni e 10 mesi nell’ambito dell’inchiesta sullo scandalo Mose.