(AdnKronos) – Con riferimento ai singoli micro-comparti qui esaminati, nel 2015 sono attesi superare la performance media della moda maschile sia la maglieria sia la camiceria, mentre il vestiario dovrebbe crescere del +1,3%. Di contro, l’abbigliamento in pelle chiuderà l’anno in territorio negativo, mentre il segmento delle cravatte, dopo diversi anni in flessione, dovrebbe stabilizzarsi sui livelli del 2014.
Nel 2015 il valore della produzione assisterebbe ad un lieve peggioramento rispetto al 2014, flettendo del -3,2%. Con riferimento al mercato estero, per i dodici mesi si stima una crescita delle vendite oltreconfine pari al +2,4%, corrispondente a poco più di 5,6 miliardi di euro. Rispetto ai più che discreti ritmi sperimentati dall’export di moda uomo nel periodo 2011-2014, dunque, nel 2015 si profila un affievolimento da ricondurre principalmente agli emergenti. Nonostante ciò, l’incidenza del fatturato estero sul turnover totale si conferma superiore al 63%, anzi dovrebbe salire al 63,4%.