Milano, 19 mar. (AdnKronos) – Tutto esaurito, questa mattina, al teatro Dal Verme di Milano per l’apertura ufficiale della campagna elettorale di Stefano Parisi, candidato di centrodestra per la corsa a sindaco di Milano. Lunghe file all’esterno, bandiere della Lega Nord esposte accanto a quelle di Forza Italia e la sala da oltre 1400 posti che in pochi minuti si è riempita fino a non avere più un posto libero neanche sulle scale: “Mi scuso soprattutto con chi non è riuscito a entrare – esordisce Parisi, invitato sul palco dall’ex sindaco Gabriele Albertini -. Vorrà dire che il prossimo comizio (si dice ancora così?, si schernisce rivolgendosi al pubblico) lo faremo in piazza”.
La platea è quella delle grandi occasioni: volti vecchi e nuovi della politica entrano a fatica tra gli applausi e i cori da stadio dei ‘supporter’ della Padania che, pur essendo Parisi originario della Capitale, lo acclamano come il ‘loro capitano’. In platea si vedono i leader del centrodestra, tornati a sorridere: Matteo Salvini per il Carroccio, Ignazio La Russa per Fdi-An e Maurizio Lupi per Area Popolare, oltre a Mariastella Gelmini per Forza Italia e a Raffaele Cattaneo, presidente del consiglio regionale della Lombardia. “Maroni è stato poco bene stanotte – precisa Parisi – e quindi oggi non verrà”.
Il clima ricorda la ‘discesa in campo’ dell’ex cavaliere Silvio Berlusconi, con le signore ingioiellate e tanti giovani attivisti con le maglie griffate ‘Lega padana’. E pur non essendo presente fisicamente, trattenuto a Palermo da impegni elettorali, lui, il leader di Forza Italia, non fa mancare il suo pensiero: “Berlusconi non c’è – spiega Parisi – ma stamattina mi ha chiamato per farmi gli ‘in bocca al lupo’. E quindi è come se fosse qui con noi”.