(AdnKronos) – I testimoni hanno sottolineato come i “timonieri” avessero appreso da altri componenti della banda criminale poche elementari nozioni di navigazione, soltanto pochi minuti prima di partire e a bordo degli stessi natanti. Emblematico, così come ricordato dai testimoni, che lo stesso “baby scafista” fosse conosciuto a terra dagli altri componenti, come “capitano”.
I sei fermati dovranno rispondere del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il minorenne “scafista” dovrà rispondere anche di omicidio, in ordine ai dieci cadaveri rinvenuti sul gommone di cui era timoniere: durante la navigazione, quando già il precario gommone, colmo all’inverosimile di persone e in condizioni di pericolo estremo, in assenza di qualsiasi elementare misura di sicurezza, aveva imbarcato una notevole quantità di acqua, il giovanissimo scafista, scorta in lontananza la nave dei soccorsi, ha tentato di confondersi tra i migranti per celare il suo vero ruolo; in queste frenetiche fasi ha fatto rovesciare sul fondo del gommone diverse taniche di carburante, le cui esalazioni hanno stordito alcuni malcapitati che, cadendo a terra, sono rimasti soffocati dall’acqua accumulatasi sul fondo dell’imbarcazione e ripetutamente calpestati dalla massa di migranti che tentavano freneticamente di guadagnare la salvezza, accalcandosi.
I fermati, dopo gli accertamenti di rito sono stati condotti alla Casa Circondariale “Pagliarelli”, mentre il minore è stato associato al Centro di Prima Accoglienza “Malaspina”.