Venezia, 13 gen. (AdnKronos) – “La Regione Veneto non ha né gli strumenti e né le risorse per gestire l’emergenza profughi. I continui arrivi di migranti e richiedenti asili stanno mettendo a dura prova il modello di accoglienza diffusa perseguito dalla cabina di regìa creata dalla Prefettura di Venezia e sostenuto dalle Caritas diocesane. Se il governo nazionale continuerà a delegare ai singoli territori le politiche di accoglienza e di gestione della presenza di immigrati e se l’Unione europea non destinerà adeguate risorse ai flussi migratori, le preoccupazioni rappresentate dalle Caritas del Veneto sono destinate ad aumentare di fronte a una situazione sociale sempre più esplosiva”. E’ quanto ha affermato l’assessore al sociale della Regione Veneto, Manuela Lanzarin, incontrando i responsabili delle Caritas diocesane a Mestre, nel centro “cardinal Urbani” di Zelarino.
Nel primo incontro con i direttori Caritas delle nove diocesi del Veneto l’assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin non si è sottratta al confronto diretto sull’emergenza profughi. Nel 2014 i profughi accolti nelle strutture di accoglienza in Veneto sono stati 2112; nel 2015 in Veneto gli arrivi sono stati oltre 18 mila, dei quali solo un terzo risultano avere i requisiti per chiedere protezione per motivi umanitari.
“Un flusso rilevante e di difficile gestione, che ha messo in crisi le potenzialità di accoglienza delle strutture pubbliche – ha sottolineato l’assessore, sollecitata sul tema dai rappresentanti Caritas – e che ha mobilitato le generose capacità di accoglienza di diocesi e parrocchie. Ma l’arrivo non gestito di così tanti migranti – ha avvertito Manuela Lanzarin – in un contesto di rallentamento dell’economia, di minori risorse per il welfare e di nuove povertà, sta alimentando tensioni sociali che non possiamo ignorare e ma che non siamo in grado di gestire, in assenza di una precisa assunzione di responsabilità da parte del governo nazionale e dell’Unione Europea”.