Padova, 28 nov. (AdnKronos) – “Un primo e importantissimo passo verso una nuova, indifferibile cultura delle relazioni industriali, fatto insieme a Federmeccanica e a tutto il sindacato (non accadeva dal 2008), al termine di un negoziato lungo e complesso ma condotto con paziente responsabilità, di cui va dato atto a tutti i protagonisti. E un buon segnale di fiducia, prima di tutto a lavoratori e imprese, in una fase ancora incerta ma con leve di rilancio che possiamo attivare solo insieme, senza divisioni e con interessi coincidenti”. Così il presidente della Sezione Metalmeccanici di Confindustria Padova, Mario Ravagnan sull’ipotesi di accordo per il rinnovamento del Contratto Collettivo di Lavoro 2016-2019 dei metalmeccanici e degli installatori di impianti, sottoscritta il 26 novembre a Roma da Federmeccanica e Assistal, Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil.
“Un’ipotesi di accordo che in provincia di Padova riguarda circa 5.150 imprese e 48mila lavoratori dell’industria metalmeccanica, pari al 20,6 per cento degli addetti del Veneto – spiega – Questa intesa conferma il ruolo di garanzia normativa e salariale del Contratto Nazionale, ma spinge sui contratti aziendali collegando in modo forte aumenti salariali e produttività, riconosce l’inflazione ex-post anno su anno e soprattutto introduce per la prima volta il welfare e il diritto soggettivo alla formazione per tutti i lavoratori, con maggiore impegno da parte delle aziende”.