(AdnKronos) – In appello, il Procuratore generale di Messina, al termine del dibattimento ha chiesto l’assoluzione per Sparaco mentre la Banca Monte dei Paschi di Siena, che si è costituita ancora una volta parte civile, ha insistito per la conferma della sentenza. I legali di Sparaco, Marianna Viola e Paolo Seminara, che lo assistono dall’inizio, hanno chiesto, al termine dell’arringa difensiva, l’assoluzione con ampia formula liberatoria. Ieri sera l’assoluzione. “Per lui è finito finalmente un incubo”, dice oggi all’Adnkronos l’avvocato Marianna Viola. Sparaco aveva subito due ordinanze di custodia cautelare non convalidate, una dal gip di Palermo e una dal Tribunale del Riesame di Messina, “per un totale di circa 20 giorni di cella e di ingiusta detenzione”, dice il legale.
Dopo la sentenza di condanna di primo grado Sparaco era stato sospeso da Monte dei Paschi di Siena e ad oggi, dal 27 novembre di due anni fa “è stato privato dell’unico mezzo di sostentamento familiare, lo stipendio”, dicono i difensori del bancario. “Ha vissuto 9 lunghi anni di incubo giudiziario con tutto quello che ne consegue per chi sa di essere innocente – dice ancora Marianna Viola – Noi appartenenti alla categoria dei difensori siamo tenaci e da operatori del diritto auspichiamo ed invochiamo giustizia. In questo caso è stata resa, in prima battuta dal procuratore generale che ha chiesto l’assoluzione e poi dalla Corte di Appello di Messina che ha emesso la giusta sentenza”.