(AdnKronos) – Poi, tornando a parlare del teste Massimo Ciancimino, ritenuto dal gup inattendibili, Calogero Mannino dice: “Io non ho mai parlato di Ciancimino figlio, neppure nelle mie dichiarazioni spontanee. Per Ciancimino figlio non parla mai di me. Io ho sempre fatto presente che a mio giudizio l’esclusione di Ciancimino padre dall Dc nel 1983 sia stata una causa della linea di fondo di tutta la vicenda criminale siciliana”. “Ora il gup dice una cosa importante: Ciancimino padre non aveva buoni sentimenti nei confronti della DC e di alcuni democristiani. Ma poi dice di più: Caselli e Ingroia come ve lo siete caricati in più interrogatori nel 1993? Non vi è venuto in mente che questo signore, per i suoi interessi personali, potesse indurvi, influenzarvi, orientarvi su piste false? Le pare poco questo? Lei mette in dubbio il padre”. “Insomma, con questa sentenza, il giudice non solo ha accolto le mie tesi difensive, attenendosi strettamente ad esse, ma è andata oltre”.
E poi critica l’ex pm Antonio Ingroia che ha fatto dichiarazioni sulle motivazioni della sentenza: “Ma chi è Ingroia? Perché si dà questo rilievo a un’opinione del semplice cittadino Ingroia. Dismesso l’ufficio, dismessa la funzione, c’è solo il silenzio”. Mannino, poi sull’appello che la Procura si prepara a fare dice: “E cosa altro mi devo aspettare? Pensate che subito dopo la sentenza un pm disse che la Procura avrebbe fatto opposizione, non disse ‘Faremo appello, ma opposizione’. Da 23 anni attendo giustizia. E noi attendiamo con pazienza anche l’appello. Tanto i santi martiri della Chiesa sono pazienti…”.