Palermo, 19 ott. (AdnKronos) – “La sera di marzo che ricorda Vincenzo Pintagro, come la sera di aprile, erano due delle tante sere trascorse in sede a lavorare, nulla di più. Sono realmente amareggiata da questa vicenda e spero solo che nessuno voglia sostituirsi alla magistratura, la sola a dover fare luce attraverso le necessarie indagini”. Lo ha detto la deputata regionale siciliana Claudia La Rocca del M5S tornando a parlare della vicenda delle presunte firme false, sollevate dalla trasmissione ‘Le Iene’, che ieri sera ha fatto un nuovo servizio. “Il MoVimento 5 Stelle in questa vicenda è parte lesa perché qualcuno ha probabilmente compiuto un reato utilizzando il nostro simbolo – dice La Rocca – Se sarà accertato che i colpevoli sono iscritti al MoVimento 5 Stelle saranno presi adeguati provvedimenti disciplinari”.
E spiega: “Durante i mesi della campagna elettorale di Palermo eravamo soliti trascorrere molte ore della giornata in sede (al netto di impegni personali, impossibili da ricordare dopo oltre 4 anni), era praticamente una seconda casa per noi, soprattutto negli orari pomeridiani e serali. Non per nulla nella mia mail, a cui si fa riferimento nel servizio, parlo di “record” di permanenza in sede. Perr tale ragione, nella mail da me scritta in data 4 Aprile, parlo di controllo dei moduli, senza dubbio fatto prima della consegna degli stessi. Ciò non vuol dire in nessun modo che abbiamo controllato moduli per 13 ore, un movimento politico in sede lavora al programma, organizza incontri con cittadini e soprattutto pianifica la campagna elettorale che in una città grande come Palermo, prevede l’organizzazione di eventi e della linea comunicativa, tutto ciò è quello che facevamo quotidianamente”.