Roma, 28 dic. (AdnKronos) – La crescita tendenziale dell’occupazione è stata interamente determinata dalla componente del lavoro dipendente, sia in termini di occupati complessivi (+1,8% Istat-Forze di lavoro) sia di posizioni lavorative riferite specificamente ai settori dell’industria e dei servizi (+3,2% Istat-Oros). E’ quanto emerge dalla prima nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione. L’andamento tendenziale trova conferma sia nei dati relativi alle Comunicazioni obbligatorie (Ministero del lavoro e delle politiche sociali – CO) rielaborate (+543 mila nella media del terzo trimestre 2016 rispetto al terzo trimestre 2015) sia nei dati dell’Inps-Osservatorio sul precariato riferiti alle sole imprese private (+473 mila posizioni lavorative al 30 settembre 2016 rispetto al 30 settembre 2015).
La sostanziale stabilità congiunturale dell’occupazione totale è sintesi di una crescita del lavoro dipendente (+66 mila occupati, Istat-Forze di lavoro per il complesso dei settori e +77 mila posizioni lavorative per i settori dell’industria e dei servizi, Istat-Oros) e della contestuale riduzione dell’occupazione indipendente (-1,5%, pari a -80 mila occupati, Istat-Forze di lavoro), che è tornata a calare anche sotto il profilo tendenziale (-1,4%, Istat-Forze di lavoro).
L’incremento congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti è confermato dai dati destagionalizzati delle Comunicazioni obbligatorie rielaborate: nel terzo trimestre 2016 si sono avute 2,1 milioni di attivazioni a fronte di poco più di 2 milioni di cessazioni, che determinano un saldo positivo (attivazioni meno cessazioni) di 93 mila posizioni di lavoro, dopo la crescita di 48 mila posizioni nel secondo trimestre 2016 e di 257 mila nel primo trimestre.